L’economia della città metropolitana tiene ma le aziende temono di perdere competitività con l’aumento del costo del gas

immagine con grafici statistici

Il quadro che emerge dai dati Istat rielaborati dall’Ufficio studi della Camera di commercio di Firenze è stato presentato nei giorni scorsi dal segretario generale Giuseppe Salvini. Un quadro che segna la tenuta del sistema metropolitano, con previsioni di crescita del Pil che, spiega il segretario generale, “salgono dallo 0,5 allo 0,8% e un export che raggiunge 16,4 miliardi di euro, con una crescita tendenziale del +3,3% e un dato annualizzato di oltre 35 miliardi. A completare il quadro c’è la variazione tendenziale media della produzione manifatturiera a Firenze, che nei primi 2 trimestri del 2026 si è attestata a +1%”, rispetto allo stesso periodo del 2025 in cui si era raggiunto il picco più negativo degli ultimi anni.

Un sistema, dunque, che tiene nonostante il perdurare della crisi internazionale e dell’instabilità, ma guarda con preoccupazione all’inflazione - oggi al 3,3% - e alle oscillazioni del prezzo del gas naturale, elemento che distingue l'esposizione italiana da quella dei principali concorrenti europei. Nel 2025 il gas ha, infatti, coperto il 39% del fabbisogno energetico complessivo italiano, contro una media dell'Unione europea del 23%. “Le aziende del nostro territorio - dice Salvini - temono il raddoppio dei costi di produzione qualora le difficoltà nel Golfo dovessero interessare in misura crescente anche il metano, con conseguenze dirette sulla competitività delle imprese manifatturiere” e il rischio ancora molto presente di scivolare verso scenari recessivi.

Camera News n. 17/2026 (1-15 ottobre)

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