
Che l’innovazione dia un contributo fondamentale alla crescita economica è un fatto indiscutibile: lo sviluppo e l’applicazione di nuove idee e tecnologie generano maggiore prodotto a fronte degli stessi fattori produttivi. La produzione di più beni e servizi stimola i salari e la redditività delle imprese. Per questo preoccupano i dati in calo sul numero di startup innovative della Città Metropolitana di Firenze.
Le nuove startup, cioè le imprese degli innovatori, sono in tutta la Città Metropolitana solo 162, dati della Camera di Commercio di Firenze al 15 dicembre 2025, poco più dell’1% di tutte quelle presenti in Italia. Per di più, in calo rispetto ad un anno fa. Ma quel che impressiona di più è che di queste imprese solo 35 siano in capo a giovani. Unisci il fatto che, nel suo complesso, l’imprenditoria giovanile diminuisce costantemente da anni ed il gioco è fatto. Questo non è un paese per giovani.
Occorre rivitalizzare l'interesse all'imprenditorialità, con politiche e misure dedicate. Bene le recenti modifiche normative al fine di favorire l’evoluzione e la crescita delle startup innovative: ora queste possono iscriversi all’apposita sezione speciale prevista dal Registro delle imprese entro cinque anni dalla loro costituzione, così da poter beneficiare di misure ad hoc mirate sulle loro caratteristiche.
Occorre non perdere giovani laureati o diversamente formati che spesso lasciano l'Italia per Paesi che sono meglio strutturati nell’accogliere e nell’agevolare i talenti affinché possano esprimere le loro capacità imprenditoriali o professionali. La scarsa natalità, la fuga di giovani, la mancata promozione e tutela dell'imprenditorialità ci portano a registrare questi dati sconfortanti sulla diminuzione di startup innovative.
Camera News n.1/2026 (16-31 gennaio)
