
Nel Fiorentino lavora una comunità femminile tecnologicamente qualificata, una schiera di scienziate, ingegnere e matematiche che è percentualmente più consistente di quella all’opera nella quasi totalità delle altre province toscane. Magra soddisfazione: a Firenze come in tutte le altre province toscane e italiane le donne sono sottopagate rispetto agli uomini.
E’ questo uno spaccato della fotografia scattata dalla nuova edizione del Rapporto Italia Generativa realizzata dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies (ARC) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, promossa da Fondazione Poetica e supportata da Unioncamere.
Se il dato nazionale certifica che il divario retributivo tra donne e uomini si allarga con l’anzianità lavorativa, fino a tradursi in un gap pensionistico del 28,7% a sfavore delle donne, l’istantanea dei dati provinciali conferma la disparità reddituale. Firenze è l’unica provincia toscana dove la retribuzione media annua delle lavoratrici supera i 20.000 euro, attestando per la precisione a 20.710 euro, ma questo non impedisce che il gap con le paghe dei colleghi uomini si attesti a ben -7.103 euro all’anno. Seconda provincia toscana per reddito delle donne è Siena (19.670 euro all’anno) e terza è Arezzo (18.622 euro), ma in entrambe il divario reddituale con gli uomini è inferiore rispetto al Fiorentino: rispettivamente -6.345 e -6.408 euro.
La retribuzione annuale media delle donne fiorentine è largamente inferiore a quella delle milanesi (28.603 euro) ma anche sensibilmente più bassa rispetto alla provincia gemella di Bologna (22.479 euro).
Altri dati indicano nelle province delle due città universitarie Firenze e Pisa le quote più alte in regione di lavoratrici con lauree Stem (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Sono il 4,6% di tutte le occupate nel Fiorentino e il 4,9% nel Pisano.
Camera News n.10/2026 (1 - 15 giugno)
